La domanda di oro è in crescita, quindi non aumentano soltanto le persone che vogliono trasformare in liquidità i loro gioielli di famiglia, ma anche coloro che vogliono farsi una piccola risorsa aurea, come già fa, per lo Stato, la Banca d’Italia. A febbraio, il World Gold Council ha detto che il Tesoro italiano detiene una montagna di oro. Cerchiamo di capire. Nei forzieri della Banca d’Italia ci sarebbero 2.451,8 tonnellate di lingotti che determinano il cosiddetto patrimonio aurifero del nostro paese.

L’Italia da questo punto di vista è molto ben messe, visto che si piazza al quarto posto – tra i maggiori possessori di oro – dietro gli Stati Uniti (8 milioni di tonnellate d’oro), la Germania (3.396 tonnellate d’oro) e il Fondo Monetario Internazionale (2.814 tonnellate auree).

A palazzo Koch, quindi, quelli che si preoccupano per le sorti dell’Italia, per la capacità del nostro paese di rimborsare agevolmente il debito, sono pochi, visto che le riserve auree valgono circa 100 miliardi di euro. Anzi, i più maliziosi ritengono che in tempi di crisi si sarebbe potuto vendere proprio quell’oro per pareggiare i conti di bilancio.

Invece non c’è stata un’impennata delle vendite, anzi, a crescere sono stati gli acquisti. Molti italiani, timorosi della patrimoniale, hanno addirittura iniziato a commerciare oro e a trasferirlo all’estero, soprattutto in Svizzera.