Con l’espressione inglese Reverse Charge si indica un meccanismo da utilizzare nella determinazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto che praticamente cancella la detrazione dell’Iva sugli acquisti. Questa novità è stata introdotta nell’ultima legge di Stabilità e riguarda le imprese della grande distribuzione ma  non è stata ancora applicata perché si attende il via libera dell’Unione Europea su questo tema – passaggio necessario ogni volta che si modifica la normativa relativa all’Iva.

Il via libera potrebbe anche non arrivare , visto che il legislatore nazionale può richiedere alle autorità di Bruxelles l’introduzione di una regola derogatoria solo dopo aver chiaramente dimostrato che tale passo ha l’obiettivo di combattere un conclamato fenomeno di frode. Diventa difficile motivare questo passaggio.

Detto questo resta da capire perché Confindustria è arrivata a denunciare il meccanismo della Reverse Charge davanti alla Commissione Europea. Con questo cambiamento nella legislazione Iva se venisse autorizzato – sono le parole di Confindustria – “produrrebbe pesanti conseguenze finanziarie per tutti i fornitori della Grande Distribuzione Organizzata, considerata la mole di crediti Iva che matureranno”.

Detto in altre parole, questo meccanismo porterebbe molte imprese ad essere sempre a credito Iva, e ad aspettare rimborsi – e l’Italia ha in genere tempi troppo lunghi per queste pratiche, tanto da essere stata oggetto di una procedura di infrazione. In definitiva quindi il reverse charge avrebbe “effetti devastanti sulla liquidità delle imprese e sui loro piani di investimento futuri“. Se si dovesse procedere comunque all’introduzione di questo meccanismo, per non penalizzare troppo le imprese italiane, sarebbe necessario operare delle modifiche in due direzioni: “incrementare la soglia di compensazione dei crediti Iva fino a 1 milione di euro e assicurare fondi adeguati per i rimborsi“.

Bisogna poi rilevare che, se questa misura venisse bocciata in sede europea, i 780 milioni di euro di copertura legati a questa misura, dovrebbero essere coperti attraverso l’usuale, automatico aumento sulle accise dei carburanti. Come dire, dalla padella nella brace.