Nonostante da più parti fosse stata espressa preoccupazione per le valutazioni di Moody’s, la sorpresa del declassamento, per l’Italia, è arrivata da un’altra agenzia di rating, la Standard&Poor’s che con le sue valutazioni è entrata in collisione con i maggiori leader italiani.Berlusconi ha accusato la Standard&Poor’s di aver tagliato il rating sui titoli del debito italiano, sotto l’influenza dei media che hanno criticato duramente la manovra economica del Governo.

La S&P’s ha risposto che le valutazioni partono dalle condizioni del paese e che non convince affatto la fragilità della maggioranza.

Anche il Presidente della Repubblica è intervenuto nel dibattito sostenendo le scelte effettuate dai politici italiani.

Intanto Moody’s ha pensato bene di far sentire la sua voce, declassando i titoli della Fiat.

Il Lingotto non sembra aver adottato una strategia finanziaria lungimirante. Ma la finanza aspetta che questa agenzia di rating si pronunci sull’Italia.

All’orizzonte infatti si profila una retrocessione multipla, un processo simile a quello che Moody’s ha adottato con Grecia e Irlanda.

In pratica se Moody’s decidesse di adeguarsi alle valutazioni espresse dalla Standard&Poor’s, dovrebbe tagliare il rating di tre step.

Un declassamento plurimo che tiene conto anche dei voti intermedi tra Aa2 e A2.

Alcuni pensano che Moody’s temporeggi riconoscendo che tra Grecia, Irlanda e Italia, c’è differenza.