L’Istat periodicamente diffonde delle statistiche legate al mondo del lavoro, spesso si prendono in esame le variazioni del costo del lavoro e delle retribuzioni dei lavoratori. Ecco gli ultimi dati a disposizione. Siamo in un periodo di forte crisi economica, l’Italia è stata messa all’angolo dalla recessione e dalla crisi dei consumi e sempre più cittadini temono di perdere il posto di lavoro o comunque di non entrare mai nel mercato, un discorso, quest’ultimo, relativo soprattutto ai giovani e ai disoccupati di lungo periodo.

L’Istat fa un’analisi del quarto trimestre del 2011. L’indice destagionalizzato delle retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, indicate con la sigla Ula, ha fatto registrare un incremento medio dello 0,6 per cento. Dato calcolato al netto della cassa integrazione.

Si va da variazioni dello 0,8% nell’industria a variazioni più contenute allo 0,3% nel settore dei servizi. L’indice grezzo, ad ogni modo, ha subito un buon incremento pari all’1,6 per cento.

Anche l’indice del costo del lavoro è in rialzo dello 0,7 per cento dal punto di vista congiunturale. Mentre la crescita tendenziale si attesta sul +1,7 per cento.

Per quanto riguarda le retribuzioni, crescono bene quelle del settore delle costruzioni dove si registra un incremento dei salari pari al 3,8%. Nei servizi, l’aumento più consistente riguarda il comparto del trasporto e del magazzinaggio, dove si valuta positivamente la crescita degli stipendi del 2,1%.