Inizio mettendo le mani avanti. Questo non è il programma ufficiale del futuro governo Renzi. Mi limito a provare ad abbozzare alcuni punti del programma del futuro esecutivo partendo da alcuni interventi pubblici del prossimo premier. Il quasi ex-sindaco di Firenze sa che molto del suo futuro si giocherà sul tema fisco.

Nel novembre dello scorso anno Matteo Renzi ad Otto e mezzo, su La7 ha proposto un taglio del cuneo fiscale che darebbe 100 euro in più al mese a chi guadagna meno di 2.000 euro mensili. In quell’intervento il segretario del Pd diceva che per quell’intervento ci sarebbero voluti una ventina di miliardi e ipotizzava alcune coperture: “cinque miliardi arriverebbero dalle dismissioni, dieci miliardi dal taglio della spesa dei consumi intermedi (parliamo di 130 miliardi di euro, una bella parte del bilancio dello Stato)“.

Diventato premier i numeri diventano subito più piccoli, visto che l’ipotesi di lavoro è quella di aumentare le detrazioni Irpef sino ai 25.000 euro di redditi lordi in modo che una persona che guadagna 1.200 euro netti abbia a fine anno 4-500 euro in più.

L’obiettivo a lungo periodo sarebbe quello di recuperare tutto quello che si può del gap di 32 miliardi sulla tassazione del lavoro, tra l’Italia e i principali paesi occidentali. Per questo oltre all’aumento delle detrazioni Irpef (che potrebbero riguardare anche i redditi fino ai 55.000 euri), si parla di riduzioni Irap. L’obiettivo a 4 anni sarebbe quello di cancellare questa tassa.

I primi tagli di Irap e Irpef dovrebbero costare 5-6 miliardi che verrebbero finanziati con la spending review e tagli ai costi della politica. Se arrivasse almeno in parte a rispettare questi impegni facile immaginare un plebiscito per il segretario Pd

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