Mission impossible quella di arrivare nel giro di un mese a fare del “Jobs Act” una legge. Anche perché tanti ci hanno provato finora ma senza successo ( e c’è da scommettere che anche in questo caso tenterà di dare una spallata).

Sulla riforma del lavoro non è che si sappiano tante cose… Per ora si conoscono solo i titoli – belli ma poi bisogna andare sul pratico… Si parla di taglio dell’Irap del 10% che dovrebbe essere finanziato da un altro aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie. E poi c’è l’assegno universale per chi perde il lavoro, ma anche qui ci vogliono un sacco di soldi – ovviamente la riforma dice che se non si fanno corsi di formazione o si rifiutano proposte di lavoro si perde il diritto all’assegno.

Poi si chiede di rendicontare online i soldi spesi per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico - e lo stesso obbligo vale per amministrazioni pubbliche, partiti e sindacati per ogni loro entrata o uscita (una delle poche mosse che non sono da effetti speciali). Si prevede l’eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato (?), un’Agenzia Unica Federale per coordinare i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione degli ammortizzatori sociali – mentre finora toccava tutto alla regioni e i risultati erano spesso dimenticabili.

Piacerà poi alla sinistra la legge sulla rappresentatività sindacale che dovrebbe portare all’indicazione di rappresentanti dei lavoratori che dovrebbero partecipare ai Cda delle grandi aziende… Gli aspetti più fantascientifici riguardano il “piano industriale” che dovrebbe riguardare sette settori (più significare tutto e il suo contrario) e il contratto di inserimento unico, che prevede assunzione a tempo indeterminato e tutele crescenti, per cui si può essere licenziati liberamente nei primi tre anni – l’ideazione è di Tito Boeri e Pietro Garibaldi

Si parla infine di detassazione totale ai fini Irpef e Irap di tutte le nuove assunzioni per under 30 per le piccole imprese ed iniziative per far emergere il sommerso, come colpire il fenomeno dei doppi lavori dei dipendenti pubblici (?, io faccio il blogger e l’insegnante ma sono due lavori per cui pago le tasse…), e soprattutto spingere al rilascio di fatture e ricevute concedendo sconti fiscali…

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