Il premier Matteo Renzi ieri a sorpresa ha detto che martedì incontrerà i sindacati per parlare della Riforma del lavoro e la questione dell’Articolo 18.

“Mi hanno detto, tu non li vuoi incontrare. Invece li incontro. C’è la disponibilità totale a discutere. Mi permettete di dire che anche i sindacati debbano cambiare e non solo i partiti? Perchè un ragazzo di 35 anni non avverte il bisogno di andare al sindacato? Il 54% degli iscritti sono pensionati. Non e’ pensabile che il sindacato in questi anni non abbia avuto colpe. La sinistra è quella che cambia, dando più diritti alle persone finora dimenticate”, così il presidente del Consiglio che sull’art.18 ha aggiunto: “L’articolo 18 vale per tutti tranne che per i sindacati e per i partiti. Si sono fatti la leggina per cui né i partiti né i sindacati applicano l’articolo 18”.

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, pronta insieme alla Fiom ad andare in piazza San Giovanni a Roma il 25 ottobre per “una grande manifestazione all’insegna del cambiamento del nostro Paese, a partire dalla libertà e dalla uguaglianza nel lavoro. Una manifestazione che inizia in una stagione per noi di conquista di un cambiamento della politica economica”, aveva fatto sapere nei giorni scorsi al premier Renzi che “Se il Governo attuerà la riforma del lavoro per decreto sarà sciopero generale”.

Il tema della Riforma del lavoro e dell’Articolo 18 sta creando non pochi problemi a Renzi anche all’interno del suo stesso partito come si è visto in direzione Pd in settimana. Le minoranze del partito di Renzi sono combattute se dare alla fine il loro appoggio o far mancare al premier i voti per far passare la riforma, se non ci dovesse essere potrebbe arrivare per il governo il famoso “soccorso azzurro” ossia i voti del partito di Silvio Berlusconi. Questo è un passaggio politico molto importante per le sorti del governo Renzi.

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