L’antipasto per il premier all’assemblea della Confindustria a Bergamo è stato rappresentato da una contestazione portata da qualche centinaio di lavoratori della Fiom-Cgil che hanno accolto il politico con farina, ortaggi, slogan e qualche petardo. Il piatto forte però è arrivato con il suo intervento davanti alla platea di imprenditori. E come sempre Matteo Renzi ha dato spettacolo con i suoi annunci.

La prossima legge di stabilità conterrà ”la più grande riduzione delle tasse di sempre“. Il nostro premier parla di  una manovra che “nel suo complesso avrà 30 miliardi di euro, senza un centesimo di aumento delle tasse“.

E continua così ”Tutti parlano dell’articolo 18. Invece 18 sono i miliardi che taglieremo come tasse tra la legge di Stabilità per il 2014 e quella per il 2015. Di questi 18 miliardi, dieci andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro“. Per il resto ci sarà mezzo miliardo di euro di detrazioni fiscali per le famiglie – forse la conferma dei bonus al 50 ed al 65% per ristrutturazioni e per lavori di risparmio energetico -, 6,5 miliardi per abolire dal 2015 “la componente lavoro della tassa Irap” e in “incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi a chi fa assunzioni a tempo indeterminato“,.

Insomma, “togliamo per i nuovi assunti l’articolo 18 e togliamo il peso fiscale per i primi tre anni“. Ovviamente gli effetti speciali del nostro primo ministro non si fermano qui. E quindi Matteo Renzi non abbandona nemmeno la questione del Tfr in busta paga. In questo caso però non siamo ancora arrivati agli annunci perché non c’è ancora accordo con le banche, ma nemmeno un testo con cui iniziare a discutere con l’Abi – come racconta Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi.

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