Si mantiene sostenuta la domanda di Bot anche se i rendimenti tornano a salire complice l’aumento delle tensioni legate alla crisi del debito. I rendimenti dei Bot annuali sono tornati ai massimi dal dicembre 2011.  ”Esito quasi scontato viste le recenti tensioni sul mercato secondario – commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG Markets Italy – anche se forse non ci si aspettava una crescita così alta dei rendimenti”.

Il Tesoro ha collocato Bot a 3 e 12 mesi per 11 miliardi con rendimenti raddoppiati rispetto a quelli dell’asta di titoli con analoga durata tenuta un mese fa. Nel dettaglio sono stati collocati Bot a 12 mesi per 8 miliardi di euro. Il rendimento medio è stato pari a 2,84% dall’1,405% dell’asta di titoli con analoga durata tenutasi un mese fa, che rappresentava il rendimento minimo dall’agosto 2010. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,516 volte. Per quanto riguarda i titoli con scadenza a tre mesi, i 3 mld di Bot sono stati allocati al rendimento medio dell’1,249% dallo 0,492% di marzo (che rappresentava il minimo dal maggio 2010). La domanda è stata pari a 1,814 volte il quantitativo offerto, inferiore rispetto al bid to cover di 2,2 del mese scorso. Bankitalia nella nota di accompagnamento all’esito dell’asta rimarca proprio come il cospicuo aumento dei rendimenti è conseguenza “del riaccendersi tensioni su titoli sovrani area euro”.

Lo spread scende sotto 370 punti base

Reazione positiva del mercato con lo spread che è sceso ai minimi di giornata a 369 punti base dagli oltre 400 toccati alla vigilia. Il rendimento del Btp decennale è sceso al 5,49%. Domani sarà la volta dell’asta di Btp per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Il Tesoro collocherà da un minimo di 2.000 milioni di euro a un massimo di 3.000 milioni di euro di Btp a 3 anni. In asta anche Btp con scadenze varie (novembre 2015, febbraio 2020 e agosto 2023) da un minimo di 1.000 milioni di euro a un massimo di 2.000 milioni di euro.