Il Regime dei Minimi e il nuovo Regime Forfettario sono regimi fiscali agevolati pensati per semplificare fiscalità e burocrazia degli operatori economici di ridotte dimensioni, con un occhio di riguardo per chi avvia una nuova attività. Tra i professionisti che possono accedervi ci sono gli avvocati.

Ricordiamo che ai contribuenti forfettari si applicano determinati coefficienti di redditività, una percentuale variabile dal 40% all’86% a seconda del tipo di attività svolta, che si applica al reddito imponibile, sul quale poi calcolare l’imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni per le startup).

Con riferimento alle attività esercitate dagli avvocati, che rientrano tra le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie,istruzione, servizi finanziari e assicurativi (codici ATECO 64 – 65 – 66 - 69 – 70 -71 – 72 – 73 – 74 – 75 – 85 – 86 – 87 – 88), poiché i soggetti che svolgono l’attività professionale di avvocato associano alla loro partita IVA al codice ATECO 69.10.10Attività degli studi legali”:

  • la soglia di reddito è di 30mila euro;
  • il coefficiente di redditività 78%.

Per gli avvocati che rientrano ancora nel vecchio Regime dei Minimi la base contributiva viene determinata dalla differenza tra i ricavi ed i costi inerenti l’attività.

In entrambi i regimi agevolati il volume di affari è dato dal totale dei ricavi effettivamente percepiti nell’anno solare, secondo il principio di cassa.

Sulla stessa base imponibile determinata ai fini fiscali viene calcolato anche quanto versare per i contributi alla Cassa Forense.