I contribuenti che applicano il Regime dei Minimi che si avvalgono dell’assistenza di un commercialista per la propria dichiarazione dei redditi e per avere in generale una consulenza fiscale hanno spesso il dubbio su quello che sia il giusto compenso da versare al professionista al quale si sono affidati.

Il dubbio nasce soprattutto dal fatto che non esistono per legge delle tariffe obbligatorie per i commercialisti (il DL. n. 1/2012 all’art. 9 dispone solo che sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico) quindi la definizione della tariffa per la prestazione professionale è rimessa all’accordo tra le parti e  deve essere pattuita al momento del conferimento dell’incarico professionale.

Nel preventivo il professionista deve:

  • indicare il grado di complessità dell’incarico;
  • fornire tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico;
  • i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.

In tema di preventivi in merito ai compensi professionali, un maxiemendamento del Governo al Ddl Concorrenza (Ddl n. 2085/2017) approvato al Senato e ora al vaglio della Camera ha introdotto l’obbligo di comunicare preventivamente al cliente in forma scritta, in formato cartaceo o digitale, l’importo del compenso dovuto per l’attività da svolgere, nonché i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni conseguite per assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza.

In passato l’Associazione Nazionale Commercialisti è inoltre intervenuta in merito ai compensi proposti dai propri iscritti con un documento intitolato “Onorari consigliati per l’anno 2015” prevedendo per il servizio di: “Redazione della situazione contabile e relativa dichiarazione dei redditi” un compenso che può variare da 330 a 1.000 euro e per quello di predisposizione di situazioni patrimoniali periodiche con un onorario minimo pari a 89 euro.