In caso di fuoriuscita dal regime dei minimi, o dal nuovo regime forfettario, con fatture già emesse ma non incassate non è necessario integrare le stesse con l’IVA. a chiarirlo è stata una circolare dell’agenzia delle entrate (la n. 10/e/2016).

Il chiarimento è arrivato in risposta al quesito posto da numerosi professionisti che essendo fuoriusciti dal regime fiscale di vantaggio per vari motivi, superamento dei ricavi/compensi annui consentiti dalla legge o il venire meno di uno o più requisiti/vincoli necessari per l’accesso al regime fiscale agevolato, si chiedevano se iniziando ad operare nel regime IVA ordinario dovessero integrare con l’IVA le fatture emesse in regime agevolato ma non incassate.

Il Fisco ha chiarito che tale integrazione non è necessaria poiché il Legislatore ha stabilito che in assenza delle condizioni di permanenza, ovvero in caso di superamento dei limiti dei ricavi e compensi, degli investimenti, o in caso di esportazioni, diviene automatica la fuoriuscita dal regime dei minimi o dal nuovo regime forfettario a decorrere dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di accesso.

In particolare nella Circolare n. 10/E/2016, si legge:

“Nell’ipotesi in cui un soggetto che applica il regime forfetario emetta una fattura senza esercitare la rivalsa, ed il corrispettivo sia incassato nell’anno successivo, nel quale il contribuente applica il regime ordinario, la fattura non andrà integrata con l’IVA, considerato che, ai sensi dell’articolo 6, quarto comma, del DPR n. 633 del 1972, l’operazione si intende comunque effettuata al momento dell’emissione della fattura”.

Nella circolare l’Agenzia porta come esempio delle fatture emesse da un contribuente forfettario nel 2016 e incassate nel 2017, quando il contribuente rientrava ormai nel regime ordinario: in tale ipotesi le fatture non devono essere integrate con l’IVA anche se il soggetto – per scelta o per legge – è fuoriuscito dal regime agevolato.