Il Regime dei Minimi è un regime fiscale agevolato pensato per semplificare fiscalità e burocrazia degli operatori economici di ridotte dimensioni. Con il tempo tale regime ha subito alcune variazioni, sino ad arrivare ad oggi con il suo assorbimento nell’attuale Regime Forfettario (anch’esso modificato rispetto alla prima versione introdotta con la Legge Stabilità 2015). In realtà in questo momento i due regimi coesistono, poiché a chi ha esercitato prima del 2016 l’opzione per il Regime dei Minimi con aliquota al 5% viene data la possibilità di permanervi fino alla sua naturale scadenza: cinque anni, oppure il compimento dei 35 anni di età, a patto di rispettare i limiti per i ricavi di 30 mila euro annui (commi da 96 a 117 della legge 244/2007).

Per quanto riguarda il Regime Forfettario, questo oggi è il regime fiscale naturale per le persone fisiche che esercitano in forma individuale un’attività di impresa, un’arte o una professione, in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

La permanenza nel Regime Forfettario dipende solo dal permanere dei requisiti, che sono stati diversificati in termini di ricavi/compensi in base al codice ATECO di riferimento:

Settore di di attività
Soglia dei ricavi/compensi
Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande€. 45.00040%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio€. 50.00040%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande€. 40.00040%
Commercio ambulante di altri prodotti€. 30.00054%
Costruzioni e attività immobiliari€. 25.00086%
Intermediari del commercio€. 25.00062%
Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione€. 50.00040%
Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi€. 30.00078%
Altre attività economiche€. 30.00067%

In caso di doppia attività, ovvero di multiattività, si prende come riferimento il valore di ricavi/compensi più elevato, tra le varie categorie di attività esercitate.

Dunque in caso di multiattività occorre:

  • verificare il limite dei ricavi per la ciascuna categoria di attività esercitata;
  • individuare il limite massimo di ricavi per la categoria con ricavi più alti;
  • verificare che la somma dei ricavi ottenuti tra tutte le attività esercitate non superi la soglia di ricavi più alta precedentemente individuata.

A partire dal 2016, inoltre, possono accedere al Regime Forfettario anche coloro che possiedono sia redditi da partita IVA che redditi da lavoro dipendente o assimilato, purché quest’ultimo resti al di sotto della soglia di 30mila euro. Tale limite non rileva più nel caso in cui il rapporto di lavoro risulti cessato. Non è inoltre più necessario che l’attività d’impresa, arte o professione risulti essere in misura prevalente rispetto ai redditi di lavoro dipendente o assimilati eventualmente percepiti (disposizione che tuttavia continua ad avere effetto nei confronti dei contribuenti che hanno adottato il regime forfetario nel corso del 2015).

In ogni caso il tetto del reddito autonomo deve rientrare nei limiti previsti per l’applicazione del Regime dei Minimi. Il criterio per determinare reddito e imponibile è il seguente: ai ricavi annui, che devono restare al di sotto del tetto massimo consentito, si applica un coefficiente che varia per le diverse attività professionali.