I contribuenti che applicano il regime dei minimi o il nuovo regime forfettario, tra le varie agevolazioni previste dal regime di vantaggio, non esercitano la rivalsa dell’IVA ex articolo 18 D.P.R. 633 del 1972 per le operazioni nazionali. Questo significa che non applicano l’IVA in fattura e non possono dunque scaricarla dagli acquisti effettuati.

Con il nuovo regime forfettario sono state introdotte alcune novità rispetto al vecchio regime dei minimi, che permane fino a naturale scadenza solo per coloro che vi avevano optato prima del 2015.

Tra le differenze citiamo quelle relative alle operazioni verso l’estero, sia verso Paesi UE che verso Paesi extra-UE, dettate dagli espliciti richiami effettuati dal comma 58.

Vediamo dunque il trattamento delle operazioni estere nel nuovo regime forfettario:

  • cessioni di beni: si applica l’articolo 41 comma 2-bis del Decreto Legge 331 del 1993, secondo il quale non sono qualificabili come cessioni intracomunitarie le vendite di beni poste in essere da soggetti in regime di franchigia (come i forfettari ed i minimi). Questo significa che al pari delle operazioni effettuate nel territorio nazionale anche per le cessioni di beni effettuate verso acquirenti comunitari soggetti passivi IVA, i forfettari ed i minimi sono esenti dall’applicazione dell’IVA in fattura nonché dalla presentazione del modello INTRASTAT;
  • acquisti di beni: si applica l’articolo 38 comma 5, lettera C) Decreto Legge 331 del 1993, il quale prevede analogamente che non siano qualificabili come intracomunitari gli acquisti di beni, se il volume degli stessi (al netto dell’IVA) nell’anno precedente e nell’anno corrente non supera il limite di 10.000 euro. In queste ipotesi il cedente comunitario applica l’aliquota IVA nazionale del proprio Stato e il forfettario italiano acquirente agisce come consumatore finale privato risultando peraltro esente dalla presentazione del modello INTRASTAT per gli acquisti. Diversamente nel caso in cui si supera il limite dei €10000, o si decida di optare per applicare la normativa ordinaria, si dovrà integrare e versare l’IVA entro il 16 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione. Per i vecchi contribuenti minimi invece, per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’imposta, integrano la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni (articolo 1 comma 100 della Legge 244 del 2007). Sempre per i vecchi minimi la Circolare 36/E/2010 delle Entrate precisa che trattandosi di acquisti intracomunitari è inoltre necessario iscriversi preventivamente all’Archivio VIES. Per i minimi ed i forfettari, per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2017, con l’articolo 4 comma 4 lettera b) del Decreto Legge 193 del 2016 convertito con modifiche in Legge 225 del 2016, è stato eliminato l’obbligo dell’invio dell’elenco riepilogativo INTRA acquisti;
  • prestazioni di servizi B2B: si applicano gli articoli 7-ter e seguenti del D.P.R. 633 del 1972 il quale prevede che il forfettario italiano si comporti analogamente ai soggetti in regime IVA ordinario, sia nel caso di servizi B2B resi che ricevuti. Per i servizi resi a soggetti non residenti emetterà una fattura non soggetta ex art. 7-ter con la dicitura obbligatoria reverse charge, per i servizi ricevuti da soggetti non residenti, in qualità di committente, riceverà una fattura con dicitura “reverse charge” e dovrà integrarla con IVA;
  • prestazioni di servizi B2C verso consumatori privati: il trattamento è lo stesso delle normali operazioni interne senza rivalsa;
  • importazioni: si applicano le disposizioni del D.P.R. 633/1972 ferma restando l’impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza applicazione dell’imposta ai sensi dell’articolo 8, primo comma, lettera c), e secondo comma, dello stesso decreto. Per i vecchi minimi le importazioni di beni extra-UE seguono la stessa disciplina dei soggetti in regime ordinario: ai sensi dell’articolo 1 e 70 del D.P.R. 633 del 1972, si tratta di operazioni imponibili IVA, per le quali l’importatore o chi provvede allo sdoganamento deve:
    • effettuare la dichiarazione doganale (articolo 56 D.P.R. 43 del 1973 – Testo Unico Leggi Doganali);
    • attendere l’accertamento e liquidazione dell’IVA, dei diritti doganali, dazi doganali e spese fisse da parte della Dogana, che rilascia la bolletta doganale (articolo 59);
    • procedere al pagamento immediato dell’IVA dovuta in Dogana, prima del rilascio dei beni, secondo le aliquote vigenti in Italia (articolo 77);
  • esportazioni: l’effettuazione di cessioni di beni all’esportazione ed assimilate è causa di fuoriuscita dal regime dei minimi. Per i forfettari si seguono le stesse regole delle importazioni.