A conti fatti mancano meno di 10 giorni lavorativi. Il conto alla rovescia è già iniziato per decidere di aprire fin da subito una partita Iva che dovrebbe garantire per quattro anni dei vantaggi significativi – sempre che il legislatore non decida di cambiare le cose in corso d’opera come ha fatto già diverse volte in passato.

Quali sono i vantaggi? E’ presto detto: c’è un prelievo fiscale più basso – il 5 invece del 15% -, una soglia di ricavi più alta 30.000 rispetto a molte di quelle stabilite ora per il nuovo regime dei minimi, e un calcolo del reddito che eviterebbe la tagliola della forfettizzazione dei costi, ossia l’applicazione di una percentuale predeterminata e variabile – secondo la categoria di appartenenza – sui ricavi che porterebbe ad ottenere il reddito imponibile.

Per accedere a questo regime agevolato bisogna sottostare ad una serie di condizioni come non avere superato la soglia di ricavi dei 30.000 euro, non aver sostenuto spese per collaboratori o dipendenti – o avere soci che apportano solo lavoro -, o ancora non aver effettuato cessioni all’esportazione.

A completare il quadro ci sono queste altre condizioni, possono accedere al regime chi non abbia, nel triennio precedente l’inizio dell’attività, esercitato alcuna attività professionale, artistica o di impresa (anche se associato ad altri o all’interno della famiglia). L’attività scelta poi non deve essere una mera prosecuzione di altra attività svolta precedentemente in forma di lavoro dipendente o autonomo – con l’eccezione del periodo svolto come praticantato necessario all’iscrizione di un albo professionale. L’altra eccezione è rappresentata da soggetti che si trovino ad essere disoccupati o in mobilità (ma devono dimostrare che questa situazione non è dipendente dalla loro volontà)..