Il 18 settembre gli scozzesi sono chiamati a votare un referendum. Se i sì vinceranno il paese non farà più parte del Regno Unito. L’esito di questa votazione potrebbe influenzare la sterlina e forse anche l’Euro, perché secondo alcuni analisti, una vittoria dei separatisti potrebbe ridare fiato ai movimenti contrari alla moneta europea – come il Front National di Marine Le Pen, che tra i primi punti del suo programma prevede l’uscita dall’Euro

Nelle ultime ore la sterlina è scesa al minimo rispetto al dollaro degli ultimi 10 mesi. In gran parte sarebbe colpa del fatto che nei sondaggi la coalizione del sì ha raggiunto il 51%, mentre negli ultimi tempi la sua percentuale era compresa tra il 42 ed il 44%. A favore dell’indipendenza c’è lo Scottish national party, mentre il fronte del no conta l’ex ministro delle Finanze laburista, Alistair Darling, e l’autrice di Harry Potter, J.K. Rowling che ha donato un milione di sterline alla campagna a favore del Regno Unito – a loro si aggiunge gran parte del mondo delle imprese.

Se la Scozia se ne andasse, la Gran Bretagna perderebbe l’8% della popolazione, il 32% del suo territorio e circa il 10% della sua economia. Le mancate esportazioni di petrolio scozzese aumenterebbero il deficit commerciale in rapporto al Pil del 2-3%. Il problema maggiore però sarebbe rappresentato dalla valuta che dovrebbe adottare il nuovo paese: gli indipendentisti vorrebbero mantenere la sterlina, ma gli inglesi non sembrano propensi a concedere loro questa possibilità – e per questo i nazionalisti hanno risposto che non si faranno carico della loro quota di debito.

C’è da dire che se si giungesse ad una nuova valuta scozzese, si scoperchierebbe un vaso di Pandora. Anche per questo il cancelliere George Osborne sta per annunciare delle misure per dare maggiore indipendenza alla Scozia in termini di tasse, sanità e mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di far cambiare idea a qualcuno degli scozzesi che voteranno sì. Vedremo gli sviluppi.

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