Con l’introduzione dell’anagrafe tributaria sui conti correnti, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di vedere ogni nostra movimentazione. Tradotto in pratica questo significa che ogni passaggio di denaro su mezzi tracciabili può provocare una reazione del Fisco che potrebbe arrivare a chiederci ragione di quanto abbiamo fatto – perché quello che abbiamo fatto ha fatto accendere i fari del redditometro sui di noi.  Evidentemente su questo versante non dobbiamo nemmeno esagerare: le precauzioni dovrebbe valere solo se le somme in ballo hanno una certa consistenza, mentre le movimentazioni di modico valore non dovrebbero imporre particolari formalità.

Bisogna quindi porre attenzione anche a operazioni come i prestiti e i regali in denaro che i familiari si scambiano. Se l’importo è modico non ci sono problemi, ma se gli importi superano il migliaio di euro – intendiamoci, il limite che sto dando è puramente indicativo – il passaggio di questi soldi dal conto corrente potrebbe accendere i riflettori del fisco su di voi a causa del redditometro. E allora cosa fare? Bisogna considerare il reddito medio di chi riceve la somma di denaro. Se i soldi ricevuto non incidono in modo significativo sul reddito e sul patrimonio del ricevente, allora si possono omettere formalità.

Se la somma in percentuale è rilevante allora occorre redigere una scrittura privata che stabilisca la somma trasferita, i dati anagrafici e la natura di donazione o prestito. Successivamente l’atto va registrato presso l’Agenzia delle Entrate . Naturalmente la redazione di una scrittura privata e la sua registrazione comporterà il pagamento di imposte di bollo e di registro.

Bisogna infine ricordare che il rispetto della normativa antiriciclaggio prevede l’uso dei contanti solo fino alla soglia dei mille euro, per cui il passaggio di denaro deve avvenire tramite assegno o un altro strumento tracciabile - come un bonifico o una ricarica di una carta prepagata. In caso di passaggio in altra forma, si applicherà una sanzione amministrativa che va dall’1 al 40% dell’importo trasferito. Se si trasferisce la somma mediante bonifico, bisogna ricordarsi di inserire la causale del movimento.