Questa volta si fa sul serio. Si lo so lo avrete sentito un bel numero di volte. Ma le altre erano delle false partenze. Tutte assieme sono durate diversi anni (quattro per la precisione). Ora però il nuovo redditometro è in fase di lancio.
Da aprile in poi arriveranno ventimila lettere ai contribuenti che il nuovo strumento ha individuato come potenziali evasori, vista l’incongruenza tra tenore di vita ricostruito dall’Agenzia delle Entrate e redditi indicati nel modello Unico o nel 730.

Ovvio il piccolo brivido sulla schiena che anch’io ho (anche se dichiaro ogni picciolo che guadagno). Per cercare di calmarlo vi dico che la circolare 6/E/2014 ha fissato gli ultimi limiti all’accertamento. Per cui, ad esempio (foto by InfoPhoto),  l’Agenzia non utilizzerà le spese correnti calcolate unicamente con la media Istat riferita alla “tipologia di nucleo familiare e area geografica di appartenenza”, né in fase di “selezione”, né in sede di contraddittorio.

Poi c’è da dire chw il cosiddetto fitto figurativo, cioè il canone di locazione che risulta dai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (per un appartamento che ha le stesse caratteristiche di quelle in cui abita il contribuente), verrà utilizzato solo in sede di contraddittorio, e non entrerà nei calcoli del redditometro.

Infine bisogna considerare che le verifiche dovrebbero riguardare i contribuenti per cui si rilevano spese superiori al reddito imponibile almeno del 20%.