La lettera che farà delle brutte vacanze a 75.000 contribuenti è più o meno così: “Gentile contribuente, desideriamo informarla che dal confronto dei dati indicati nella sua dichiarazione dei redditi 2013… con le informazioni presenti nelle banche date dell’Agenzia delle Entrate, risultano alcune spese apparentemente incompatibili con i redditi dichiarati“. Secondo l’Agenzia delle Entrate, si tratterebbe di una missiva “a puro scopo informativo” che potrebbe arrivare il famigerato redditometro.

Insieme alla lettera c’è un allegato con il tipo di spese sostenute – come l’acquisto di auto o immobili, lo stipendio alla colf, la titolarità di polizze vita… – che non contiene alcun importo. Cosa dobbiamo fare in questa situazione? L’unica soluzione è quella di cercare ricevute e fatture relative a queste spese e verificare se le somme spese  superano il reddito dichiarato. Se non è così, o se c’è stato qualche errore (per esempio non sono state sostenute questo genere di spese), si può cestinare la lettera – se queste spese non sono state sostenute si può anche pensare di contattare l’Agenzia delle Entrate del nostro comune di residenza.

Se invece i rilievi sono fondati, l’alternativa è chiara: si può fare finta di niente – ma sapendo che domani potremmo essere oggetto di un accertamento -, oppure integrare il reddito 2012 entro il 30 settembre – le lettere riguardano le entrate di quell’anno. In questo caso bisogna presentare il modello Unico, quello del ravvedimento operoso e pagare. Entro il 30 settembre, oltre all’imposta da pagare c’è un fisso di 32 euro, più una sanzione del 3,75%.

photo credit: 401(K) 2013 via photopin cc