Come vi ho scritto qualche giorno fa, in questi giorni stanno arrivando le lettere con cui l’Agenzia delle Entrate chiede lumi sulla situazione reddituale di 20.000 contribuenti. All’inizio a finire sotto la lente del Fisco dovevano essere 35.000 soggetti per incongruenza tra entrate ed uscite, poi il numero è finito per calare perché il Fisco con l’introduzione di questo nuovo strumento voleva essere sicuro di colpire potenziali evasori fiscali (e che presentano differenze tra entrate ed uscite molto evidenti). Questo invio rappresenta infatti una sorta di test per il redditometro, un modo per verificarne l’efficacia e testarne l’azione (foto by Infophoto).

Considerate che in questa prima fase la lettera inviata si limita a segnalare la presenza di differenze evidenti tra le spese ricostruite dall’Agenzia delle Entrate e i redditi percepiti nel 2009 – e quindi finiti nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Chi riceve questa missiva deve presentarsi nella sede di riferimento dell’Agenzia delle entrate e giustificare le incongruenze evidenziate dal Fisco. Questa fase è il contraddittorio, e in questo confronto tra Fisco e contribuente, quest’ultimo potrebbe fornire prova che gli esborsi o entrate contestate non derivano dall’invasione di qualche imposta e l’Agenzia delle entrate potrà archiviare il caso.

Per arrivare a questo punto sarà però necessario presentarsi all’appuntamento segnalato nella stessa lettera che chiede lumi sulla situazione reddituale. Se non ci si può presentare a tale appuntamento è necessario richiedere una nuova data. Perché se non ci si presenta al contraddittorio si può subire subito una multa che va da 258 a 2.065 euro, e si farà partire immediatamente il vero e proprio accertamento fiscale.


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