Questa sembra finalmente la volta buona. L’Agenzia delle Entrate sembra essersi decisa ad accogliere le richieste del Garante della privacy sul redditometro. Il primo passo è che i modelli delle nuove dichiarazioni dei redditi conterranno un’informativa nella quale si spiega che i dati presentati potranno essere utilizzati dal Fisco per questo strumento di accertamento.

Nell’informativa poi manca ogni riferimento alle medie Istat - si legge infatti che l’Agenzia delle Entrate “procede alla ricostruzione del reddito di ciascun contribuente, mettendo a confronto il reddito dichiarato con le spese certe effettuate nell’anno (per esempio acquisti di beni immobili, di mezzi di trasporto, spese indicate nelle dichiarazioni per usufruire di deduzioni o detrazioni d’imposta e altre spese per beni e servizi) o ricavate dagli elementi certi (per esempio possesso di beni quali gli immobili, gli autoveicoli, le imbarcazioni, gli aerei, i cavalli)“.

Dalle indicazioni contenute sembra che l’Agenzia abbia l’intenzione di accantonare le medie dalla prossima campagna di verifiche. Ma per esserne certi bisognerà aspettare le istruzioni degli uffici.

Un altro aspetto che viene chiarito è che “l’agenzia delle Entrate, in quanto soggetto pubblico, non deve acquisire il consenso degli interessati per poter trattare i loro dati personali“. e quindi i dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi verranno utilizzati dal Fisco sia  per finalità di accertamento che per l’eventuale successiva lite tributaria senza richiedere il consenso per l’utilizzo al contribuente.

L’informativa contiene anche precisazioni sul cosiddetto fitto figurativo – ovvero il fitto attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione. Questo valore non verrà utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento, ma solo nel contraddittorio ( e comunque verificando la corretta composizione del nucleo familiare, per cui uno potrebbe vivere nella casa del convivente…).

Con queste modifiche potrebbe essere molto vicino l’invio delle lettere ai 35.000 contribuenti individuati come potenziali evasori dal nuovo redditometro.

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