Diciamolo: quella del redditometro sta diventando una classica paranoia italiana. Poco tempo fa, il nostro ministro degli Esteri Emma Bonino ha lanciato un appello agli italiani affinché consultino prima di partire per mete esotiche il sito viaggiaresicuri.it del ministero che fornisce le informazioni e gli aggiornamenti su tutti i paesi del mondo e si registrino sul sito dovesiamonelmondo.it.

La registrazione serve solo per capire se un nostro connazionale si trova in qualche parte del mondo in caso di cataclismi o altri eventi per poter organizzare un intervento più pronto, ma finora i cittadini hanno considerato questo invito come un’esca, che avrebbe finito per far conoscere altri dati sensibili all’Amministrazione Finanziaria, facendo aumentare il rischio di qualche accertamento fiscale.

Probabilmente questa idea è venuta a tanti italiani perché l’appello del nostro ministro degli esteri è arrivato quasi contemporaneamente ad una circolare dell’Agenzia delle Entrate sul redditometro. Bisogna sempre ricordare che in tutto il Fisco con questo mezzo intende fare 35.000 controlli in un anno, e per questo non può che concentrarsi sui casi in cui può massimizzare la possibilità di incasso. Per cui chi ha un lavoro dipendente ed un tenore coerente con queste entrate non c’è nulla da temere.

Photo: European University Institute via Flickr