Il nuovo redditometro prenderà in considerazione soltanto le spese certe, cioè quelle comunicate all’Anagrafe tributaria o dichiarate dal contribuente stesso nella dichiarazione dei redditi, mentre per ora le medie Istat saranno accantonate.
Lo chiarisce la circolare 24/E dell’Agenzia delle entrate che, spiegando il funzionamento dello strumento di accertamento fiscale decretato dal ministero dell’Economia il 24 dicembre 2012, evidenzia che per il contribuente ci sarà un doppio contraddittorio e che i soggetti da sottoporre a controlli saranno scelti in base a un’analisi del rischio evasione.
Il Fisco, comunque, tollererà uno scostamento del 20% tra capacità di spesa e reddito dichiarato.

Il nuovo redditometro, si legge nella circolare del Fisco, si applica agli accertamenti a partire dall’anno d’imposta 2009, dunque ai redditi dichiarati con il modello Unico 2010 o con il 730/2010.
Per gli anni d’imposta precedenti al 2009 si usa il vecchio metodo e l’utilizzo retroattivo del nuovo redditometro è escluso.
Le medie Istat, ancora, saranno utilizzate solo in un secondo momento, mentre il Fisco partirà solo dalle spese già conosciute,
Si prenderanno in considerazione, dunque:
- le spese sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico risultanti dall’Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi;
- quelle effettuate per elementi certi, calcolate applicando ai valori presenti in Anagrafe tributaria o, comunque, disponibili altri parametri ricavati, per esempio, da analisi degli operatori appartenenti ai settori economici;
- la quota relativa agli incrementi patrimoniali;
- la quota del risparmio formatasi nell’anno.
Per quanto riguarda la selezione dei soggetti da porre sotto osservazione, la circolare specifica che “la prima garanzia della corretta ed efficace applicazione del nuovo strumento di accertamento è costituita da un’attenta attività di analisi che porta all’individuazione delle posizioni a maggior rischio evasione”, in modo da individuare coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa “avendo cura di evitare situazioni di marginalità economica e categorie di contribuenti che, sulla base dei dati conosciuti, legittimamente non dichiarano in tutto o in parte i redditi conseguiti”.