Quanto ricaverà lo stato italiano dal nuovo redditometro? Secondo la Cgia di Mestre dovrebbe garantire una maggiore gettito per 815 milioni di euro. Per ciascun contribuente significa venti euro di tasse in più. Il nuovo strumento in mano dell’Agenzia delle Entrate permetterà di recuperare lo 0,7% dell’evasione fiscale – se si considerano le stime che considerano questa grandezza pari a 120 miliardi di euro annuali.

Secondo la Cgia di Mestre ”in attesa di avere un riscontro oggettivo sugli effetti di questo strumento che potremo ottenere solo dopo le prime applicazioni, il nuovo redditometro dovrebbe colpire solo chi evade pesantemente il fisco e gli evasori totali. I contribuenti onesti non devono temere nulla”. Secondo il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi “grazie al nuovo redditometro, alle potenzialità del cervellone Serpico, ai blitz contro chi non emette gli scontrini fiscali, allo spesometro, all’anagrafe tributaria e all’abolizione del segreto bancario, l’Amministrazione finanziaria ha tutti gli strumenti per contrastare efficacemente l’evasione fiscale. Finalmente questa piaga può essere affrontata e vinta“.

Di questo dovrebbero essere contenti in primis chi non può evadere le tasse, ovvero “la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani”. Il maggior gettito previsto arriverà per 715 milioni dall’autotassazione, mentre altri 100 verrebbero “dall’attività accertativa”. Quindi il contrasto dall’evasione fiscale dovrà arrivare dall’insieme dei mezzi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate più che dal singolo strumento…

Un ultimo dato, il Fisco prevede di effettuare attraverso il redditometro circa 35.000 controlli che dovrebbero essere scelte tra situazioni di evasione molto pesante.

photo credit: farnea via photopin cc