Non tutti gli scontrini e le ricevute fiscali dovranno essere conservate, ed esibite, dal contribuente che dal redditometro registrerà uno scostamento del 20% e oltre tra quanto dichiarato e quanto speso. Professionisti ed esperti di Fisco sono concordi nell’escludere scontrini per l’acquisto di beni alimentari, oggettistica per la casa, libri e giochi per bambini, consigliando di conservare, invece:
- scontrini per acquisto arredi ed elettrodomestici;
- ricevute pagamento bollette domestiche, anche se sono già conservate nell’Anagrafe tributaria, ma servono per dimostrare eventuali errori;
- ricevute pagamento assicurazione auto, moto, casa, vita, etc. Anch’esse, come le bollette per le utenze domestiche, sono già conservate nell’Anagrafe tributaria ma è utile conservarle per dimostrare eventuali errori;
- ricevute pagamento di viaggi e vacanze, quindi soggiorni in hotel, agriturismi, b&b e altri centri di accoglienza, anche se la vacanza è regalata da soggetti terzi;
- pagamento rette scolastiche e asili nido;
- pagamento mutuo. E se questo viene effettuato da terzi, come i genitori, vanno comunque conservati i bonifici bancari eseguiti da questi.

Nel caso scattino i controlli fiscali il contribuente, in sede di contraddittorio, su invito delle Entrate, può dimostrare che le spese effettuate sono state sostenute:
- con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta 2009, anno di riferimento per il redditometro;
- con redditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o, in generale, esclusi dalla formazione della base imponibile sulla base delle norme vigenti;
- da parte di soggetti diversi dal contribuente, come coniuge, genitore, parente, amico, etc.

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