Il Garante della Privacy ha dato il via libera finale al nuovo Redditometro, lo strumento che secondo l’Agenzia delle entrate dovrebbe permettere di beccare tutti gli evasori fiscali. Il semaforo verde è però condizionato al superamento di “numerosi profili di criticità che rendevano il sistema non conforme alle norme sulla privacy“.

Il fisco dovrà considerare questi rilievi prima di inviare le lettere di contestazione – avrebbero dovuto essere 35.000, ma saranno di meno (nessuno ha ancora detto di quanto). Una delle criticità è legata alle famigerate spese medie Istat, che avrebbero dovuto dare ad ogni contribuente un certo livello di consumo e quindi di reddito. L’Agenzie delle entrate aveva già detto che il loro utilizzo sarebbe stato “residuale”, ma ora il Garante si spinge più in là: “Il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat”.

Un altro aspetto messo in evidenza dal Garante è che l’Agenzia delle entrate, in caso di contraddittorio, dovrà informare chiaramente il contribuente, indicandogli quali sono i dati che è obbligato a dare e quali può comunicare solo facoltativamente.

Un ultimo aspetto da evidenziare è che dalla relazione pubblicata, traspare qualche timore sulla “qualità e l’esattezza dei dati”. Ci sono rischi di “disallineamentotra le banche dati che potrebbe portare ad errori nella valutazione delle capacità reddituali di un contribuente… Un nodo che richiederà attenzione anche da parte dei contribuenti che riceveranno prima della fine dell’anno la lettera del fisco.

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