Nessun accanimento sui pensionati, ma lotta ai “finti poveri e all’evasione spudorata”.
A specificarlo un comunicato diramato lo scorso week-end dall’Agenzia delle entrate per smentire “alcune notizie di stampa” che, invece, parlavano addirittura di controlli sulle spese mediche dei pensionati come conseguenza dell’applicazione del nuovo strumento del Fisco per l’anno in corso. “I titolari della sola pensione non saranno mai selezionati”, la secca replica delle Entrate, per la quale il redditometro dovrà scovare quei contribuenti che “pur evidenziando una elevata capacità di spesa, dichiarano redditi esigui”. Nel mirino, dunque, coloro per i quali lo scostamento è davvero “eclatante”, che danno vita ad un’evasione “spudorata”, “usufruendo pure di agevolazioni dello Stato sociale negate ad altri che magari hanno un tenore di vita più modesto”.
Il redditometro non sarà quello spauracchio che qualcuno vuole farci credere”, il commento di Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia, da sempre critico sugli strumenti di controlli del Fisco: “i contribuenti onesti non devono temere nulla: non sarà né feroce né repressivo”. Una coppia senza figli, ricordano dall’associazione mestrina, dovrebbe dichiarare sotto i 7mila euro all’anno al Nord, i 4.600 al Centro, 2.300 al Sud, 2.070 nelle Isole, per far scattare gli allarmi del redditometro, mentre una coppia con un figlio dovrebbe andare sotto i 10/11mila euro al Nord, 7.700 al Centro, 5.300 al Sud e 2.519 nelle Isole. E nei casi in cui il dichiarato sia alto e lo scostamento del 20% violato, come ha ricordato l’Agenzia nel week-end, per le giustificazioni sono sufficienti anche le “spiegazioni logiche non documentate”.