Quali sono i principali chiarimenti sul redditometro contenuti nella circolare 24/E dell’Agenzia delle Entrate? La cosa più importante che viene detta sul tema è che viene limitato di molto lo spazio d’azione delle medie Istat. Il nuovo strumento di accertamento del Fisco lavorerà solo le spese certe, ovvero quelle che verranno comunicate all’Anagrafe tributaria o quelle dichiarate dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.

I soggetti da sottoporre a controlli saranno scelti tra quelli a maggiore rischio evasione – e se questo dovesse rispondere al vero, dovrebbe mettere abbastanza al riparo dal redditometro i lavoratori dipendenti. La selezione riguarderà contribuenti con scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa “evitando situazioni di marginalità economica”. Gli accertamenti riguarderanno l’anno d’imposta 2009 – ovvero quelli contenuti nel modello Unico 2010 o 730/2010 – e quelli successivi.

Per gli anni d’imposta precedenti al 2009 si userà il vecchio redditometro. Sul nuovo strumento di accertamento, verrà tollerato uno scostamento del 20% tra le capacità di spesa ed il reddito dichiarato. Le medie Istat dovrebbero essere utilizzate solo se il contribuente e l’Amministrazione finanziaria dovessero giungere al contenzioso. Con questa circolare il Fisco conferma le anticipazioni emerse nelle scorse settimane.

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