In molti hanno pubblicato la notizia che dal 19 agosto è operativo il redditometro. Noi arriviamo con un giorno di ritardo rispetto agli altri per cercare di rispondere ai quesiti che hanno lasciato gli articoli sul tema apparsi in rete e sulla carta stampata. L’Agenzia delle Entrate sta passando al setaccio i dati contenuti da 129 banche dati collegate per mettere a confronto la spesa complessiva del contribuente con i redditi che ha dichiarato.

I mezzi di comunicazione hanno evidenziato che l’attenzione del Fisco scatterà quando si registrerà un gap tra reddito dichiarato e capacità di spesa superiore al 20%. A questo aggiungerei due dichiarazioni fatte nei mesi scorsi dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera: all’inizio finiranno sotto la lente del Fisco solo le discrepanza superiori ai centomila euro, e il controllo non dovrebbe partire se la differenza supera il 20% ma resta nei limiti dei 12.000 euro. Se queste dichiarazioni verranno confermate dai fatti lo vedremo…

Nella spesa complessiva verranno considerate quelle indicate dal contribuente nella dichiarazione dei redditi, la valorizzazione di dati certi – come le spese per mantenere beni come abitazione o mezzi di trasporto -, gli incrementi patrimoniali e la quota del risparmio formatasi nell’anno. In questa prima fase non verranno considerate le spese medie Istat, e verranno considerate spese e redditi realizzati dal 2009 in poi – per gli anni precedenti valgono le vecchie regole.

Se si viene interpellati dall’Agenzia delle Entrate per spiegare la discrepanza si avrà il diritto a fornire tutti i dati per motivare la differenza tra spese e reddito. Se le delucidazioni del contribuente non venissero considerate sufficienti, si aprirebbe una seconda fase del contraddittorio in cui il Fisco utilizzerebbe le spese medie Istat per quantificare il maggior reddito accertabile, e quindi le maggiori imposte da pagare. Se la proposta di adesione non dovesse essere accettata dal contribuente si provvederebbe all’emissione dell’avviso di accertamento e al contenzioso vero e proprio.

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