Partito, non senza polemiche, il nuovo redditometro, con l’Agenzia delle entrate che parrebbe aver già setacciato i conti di tantissimi italiani.
Per non incappare in controlli aggiuntivi, il cittadino dovrà dichiarare le spese certe effettuate nell’anno di imputazione, giustificare quanto investito o risparmiato e fornire, all’occorrenza, informazioni circa i vari conti correnti posseduti e gli strumenti finanziari detenuti in portafoglio.
Se le spiegazioni non soddisferanno l’Agenzia delle Entrate, il contribuente sarà convocato presso gli uffici così da chiarire la propria situazione economico-finanziaria: coloro che risulteranno in prima istanza ‘sospetti’ avranno 15 giorni di tempo per rispondere alla lettera-questionario dell’Agenzia.

I controlli. I controlli delle Entrate non riguarderanno l’intera platea dei contribuenti, poiché solo lo 0,1% della popolazione sarà soggetto alla verifica del software che compara redditi dichiarati e spese effettuate durante l’anno d’imposta, a partire dal 2009: per individuare gli evasori, dunque, partiranno 35mila controlli all’anno.
In una prima fase l’analisi riguarderà i trasgressori maggiori, quelli che secondo i calcoli, le stime e le informazioni censite nell’anagrafe tributaria, eccedono la fatidica soglia di tolleranza del 20%.
Costoro, una volta incappati nel mirino del software, dovranno spiegare e documentare le ragioni dello scostamento rilevato, per cui è utilissimo conservare sempre la documentazione bancaria relativa ai movimenti ‘sospetti’ per provare le proprie ragioni.
Se per l’Agenzia sarà necessario proseguire comunque nell’accertamento in quanto le informazioni ottenute risultano insufficienti, potrebbero scattare vere e proprie indagini finanziarie.
Per quanto riguarda i controlli sull’anno d’imposta 2011, invece, il Fisco potrà conoscere direttamente tutti gli assetti finanziari dei singoli contribuenti attraverso l’anagrafe dei conti correnti che banche, società fiduciarie, Sim, Sgr e gli altri intermediari dovranno fornire dal prossimo 31 ottobre.

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