Sul redditometro si è fatto molto terrorismo, e anche questo ha contribuito a gelare i consumi e peggiorare l’incubo economico che stiamo vivendo. In realtà un contribuente che paga le tasse fino all’ultimo euro non dovrebbe avere niente di cui preoccuparsi… Ed ecco perché.

1) I questionari di verifica fiscale, il primo passo del processo che potrebbe portare al vero e proprio contenzioso, verranno inviati a 35-40.000 contribuenti, ovvero a circa uno ogni mille contribuenti. Questa cifra unita alle dichiarazioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, fanno pensare che verranno scelti i soggetti a più alto rischio di evasione, ovvero chi ha spese che superano di molto i redditi dichiarati dal Fisco.

2) Prima di arrivare all’accertamento c’è un percorso che prevede diverse tutele per il contribuente. C’è un preselezione automatica dei contribuenti che registrano forti scostamenti tra redditi dichiarate e spese sostenute. Gli uffici periferici dovranno poi scegliere da questa lista i soggetti che verranno controllati. Questi dovranno prima portare chiarimenti e solo se questi non saranno considerati sufficienti si inizierà il processo che condurrà al contenzioso.

3) I singoli movimenti sui conti correnti potranno essere conosciuti dall’Agenzia delle Entrate solo per i contribuenti a cui verranno inviati i questionari di verifica fiscale, in caso il contribuente non sia in grado di dimostrare la propria correttezza e la relativa coerenza dei propri redditi rispetto alle spese sostenute.

4) E’ inutile collezionare gli scontrini perché non provano assolutamente niente, visto che non sono nominativi e quindi non dicono chi ha speso la cifra indicata. Va ovviamente fatto un discorso diverso per gli scontrini “parlanti” per le spese mediche e farmaceutiche. Vanno invece conservati i documenti che riguardano gli acquisti di maggior valore (come il contratto di acquisto di un auto o il rogito di un immobile) e traccia dei mezzi di pagamento usati.

5) Il redditometro non intende colpire i consumi. E quindi non corro più rischi se spendo di più anche se guadagno molto e dichiaro tutti i miei redditi. Il redditometro cerca di ricostruire il reddito presunto di un contribuente partendo dai suoi consumi, inducendo chi dichiara poco a indicare imponibili più alti nella sua dichiarazione dei redditi.

Redditometro 2013: dieci miti da sfatare (seconda parte)

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