L’ultima versione del redditometro non è ancora in funzione. Le lettere dell’Agenzia delle Entrate che stanno arrivando in questi giorni si riferiscono quindi alla versione precedente dell’infernale marchingegno – e quindi riguardano in genere l’anno di imposta 2008. Molti contribuenti finiti sotto esame hanno acquisito una casa ed hanno un reddito non congruo con la cifra pagata.

Nell’allegato alla lettera c’è un elenco delle spese fatte e si lascia spazio al contribuente per effettuare eventuali rettifiche. Nella prima colonna vengono indicate le spese certe attribuite al soggetto – come contributi previdenziali o assicurazione, tutti dati rintracciabili sulla dichiarazione dei redditi. Ora il Fisco sa molte più cose su di noi: per esempio l’importo delle bollette, o i soldi speso per elettrodomestici acquistati con bancomat o bonifico.

Nella seconda colonna vengono indicate le spese basate su dati certi, come il possesso di un’abitazione o di un auto. La terza colonna riguarda eventuali modifiche delle somme imputate e per fornire delucidazioni sui soldi utilizzati. C’è spazio pure per indicare  i saldi iniziali e finali dei suoi conti correnti bancari o postali oppure i suoi conti titoli relativi all’anno incriminato. Insomma nominalmente il contribuente ha la possibilità di spiegare da dove vengono i soldi in più.

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