Prima di tuto: in mezzo alle tante notizie che sono circolate negli ultimi mesi, qualcuno si potrebbe essere perso il fatto che il nuovo redditometro è entrato ormai in vigore. Qualcuno probabilmente se n’è accorto perché l’Agenzia delle Entrate sta inviando una lettera a tutti i contribuenti chiedendo una serie di dati supplettivi per fare luce sulle spese “apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati” – sono le parole con cui Attilio Befera spiega nella missiva le ragioni di questo passo del Fisco italiano.

I dati da indicare sono contenuti in un allegato della lettera, in cui si possono specificare le spese che permetteranno di verificare – o meno – la compatibilità tra spese sostenute e redditi dichiarati. Da quello che ho potuto verificare, è meglio compilare il prospetto allegato, perché se dal complesso delle voci richieste risulta la compatibilità tra redditi e spese si dovrebbe evitare il contenzioso, mentre se non si produce nulla è praticamente certo l’invio di una cartella fiscale.

Secondo Attilio Befera – il capo del fisco italiano – nel 2012 “le riscossioni complessive derivanti dall’attività di accertamento e controllo” hanno permesso  incassi per “12,5 miliardi di euro“, a fronte dei “10 miliardi” preventivati. Un risultato “in linea con quello dell’anno precedente e ha fatto registrare una crescita costante fino al 2011. Elemento di grande rilievo, se lo si contestualizza nel periodo difficile che il Paese sta attraversando negli ultimi anni”.

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