Siamo ai titoli di coda. Doveva essere applicato già nel 2012, e poi al massimo entro gennaio 2013. Con la pubblica – prevista entro qualche giorno – dell’ultima circolare applicativa dell’Agenzia delle entrate, il redditometro dovrebbe essere applicato a partire dai versamenti delle tasse di metà giugno e luglio.

Uso ancora il condizionale perché l’ultima parola sulla partenza del nuovo redditometro toccherà al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Difficile però che arrivino altri rinvii, visto che l’applicazione dello strumento dovrebbe accogliere molti dei rilievi negativi evidenziati in questi mesi.

Con la circolare, dovrebbe essere abbandonato – almeno parzialmente – l’utilizzo delle medie statistiche. Le medie Istat verranno utilizzate solo per auto e immobili – per i quali esistono comunque registri pubblici – e non per stimare le spese per l’abbigliamento o alimentari, dove il rischio di fare valutazioni erroneo è più elevato.

Visto poi che il redditometro dovrebbe concentrare il fuoco sulla grande evasione, i 35.000 contribuenti che dovrebbe colpire saranno scelti tra chi mostrerà percentuali di scostamento tra spese sostenute e redditi dichiarati superiori al 20% indicato inizialmente. L’obiettivo dichiarato è quello di colpire solamente i finti poveri.

La circolare in preparazione, infine dovrebbe indicare a tutti gli uffici che il contenzioso dovrebbe rappresentare solo l’ultima spiaggia per il Fisco. Per questo prima di arrivarci dovrebbero esserci tre passaggi, compreso la mediazione con il contribuente per evasione inferiore ai ventimila euro.

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