Ennesima puntata della telenovela redditometro: c’è un’istruttoria del Garante della privacy – presieduta da Antonello Soro, ex-onorevole Pd e dermatologo che si guadagna uno stipendio da 400.000 euro l’anno – sullo strumento dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe concludersi entro la metà del mese di ottobre. Due aspetti del marchingegno del Fisco sono sotto le lente del garante: il primo riguarda il modo in cui sono state attribuite le spese ai singoli contribuenti, il secondo riguarda la qualità dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria.

Secondo alcune fonti, solo dopo il via libera della Privacy, l’Agenzia delle Entrate provvederebbe a spedire le lettere ai 35.000 contribuenti che secondo il redditometro avrebbero molto probabilmente evaso il Fisco – io sono di un altro avviso.
L’approfondimento dell’Authority porterà all’emanazione di un provvedimento. Difficile aspettarsi grosse sorprese visto che il Garante della Privacy e l’Agenzia delle Entrate c’è stato uno scambio continuo di informazioni in fase di creazione del nuovo redditometro. Basti pensare al lungo iter per la creazione dell’autostrada digitale – il Sid, ovvero il sistema di interscambio dati – su cui gli intermediari finanziari hanno trasmesso e trasmetteranno dati relativi ai conti correnti degli italiani.

Il via libera del Garante è arrivato solo dopo l’aggiunta di una serie di misure per aumentare la sicurezza del sistema…

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