Il nuovo redditometro parte dagli esborsi già conosciuti dall’amministrazione finanziaria, oltre a risparmi e investimenti, come stabilito dalla circolare 24 dell’Agenzia delle entrate adottata per posticipare il ricorso alle medie Istat, contestate fin dal principio dagli addetti ai lavori.
Tra le spese certe sulla base delle quali sono selezionati i 35mila soggetti da controllare rientrano anche quelle comunicate al Fisco attraverso la dichiarazione dei redditi: ci riferiamo, in sostanza, a tutte le voci di uscita che a vario titolo danno diritto a deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta.
Così l’attenzione va a focalizzarsi sulle agevolazioni di più larga diffusione, come le spese sanitarie (lo scorso anno la detrazione del 19% ha riguardato quasi 16 milioni di contribuenti), la deduzione per l’abitazione principale (ne beneficiano oltre 17 milioni e mezzo di italiani) o quelle per i contributi previdenziali versati e per gli assegni al coniuge. Senza dimenticare, ritornando nel campo degli immobili di proprietà, le agevolazioni legate alle spese per la ristrutturazione e per gli interventi mirati al risparmio energetico (elettrodomestici e arredi compresi).

Le singole detrazioni contribuiranno a costruire un primo quadro fiscale del contribuente, ma non serviranno di certo ad intercettare quell’evasione “spudorata” che le Entrate mirano a debellare mediante il redditometro e gli altri strumenti a disposizione del Fisco. Il discorso cambia, tuttavia, se dalla somma delle spese per detrazioni con le altre risultanti dall’Anagrafe tributaria risultasse che le uscite dell’anno sforano il tetto del 20% di tolleranza rispetto ai redditi: allora l’Agenzia potrebbe convocare i soggetti ‘intercettati’ per richiedere loro i dovuti chiarimenti. E in tal caso, l’attenzione (in contraddittorio e con la dovuta documentazione alla mano) si sposterà sulle entrate dell’anno in corso per verificare se le coperture sono arrivate da somme non dichiarate nell’Unico o nel modello 730 perché esenti, soggetti a ritenuta alla fonte o perché pervenute da disinvestimenti o da donazioni.