A voler essere ottimisti qualche segnale positivo lo si trova: secondo l’Istat, nel primo trimestre di quest’anno, le famiglie hanno aumentato la loro propensione al risparmio: il 9,3%, ovvero un +0,9% rispetto al trimestre precedente. Il valore è rappresentato dal rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo. Un dato che è diminuito con il procedere della crisi e che ha raggiunto il suo minimo alla fine del 2012.

Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,4% nel confronto con il corrispondente trimestre dell’anno passato. Il potere di acquisto delle famiglie è diminuito del 2,4% tra il primo trimestre dell’anno in corso e lo stesso periodo del 2012, ma se confrontiamo questo trimestre a quello precedente notiamo un aumento dello 0,5% (il primo segno positivo dopo otto trimestri di variazioni negative).

Da rilevare infine che il tasso di investimento delle famiglie – ovvero gli investimenti in rapporto al reddito disponibile lordo – è del 6,5%, per una riduzione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (stesso calo se il periodo di osservazione diventa l’anno precedente).  Cala pure la  spesa per consumi finali, in calo dello 0,1% se lo rapportiamo al trimestre precedente e dell’1,4% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso (per l’intero 2012 il calo è del 2,8%, il peggiore delle serie storiche dell’Istat).

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