Dal 2017 la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche che prima presentavano il modello UNICO cambia, almeno per quanto riguarda il nome. Il nuovo modello dichiarativo da presentare si chiama ora Redditi PF. La novità di maggiore rilievo, oltre alla modifica del nome del modello, è che non è più possibile presentare la dichiarazione IVA insieme alla dichiarazione dei redditi.

I contribuenti che compilano il modello Redditi Persone Fisiche possono ora presentare la dichiarazione integrativa, a favore e a sfavore, entro i termini previsti per l’accertamento.

Le altre novità del modello Redditi PF riguardano:

  • i premi di risultato sui quali si paga un’aliquota del 10%, a patto che l’importo non superi i 2.000 euro (2.500 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Se i premi risultato vengono erogati sotto forma di benefit o rimborsi di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non si applica alcuna imposta;
  • lavoratori impatriati: i dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia dopo cinque anni d’imposta all’estero per i quali l’articolo 16 del decreto 147/2015 (Decreto Internazionalizzazione) ha previsto che lo stipendio concorra alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare;
  • canoni di leasing per abitazione principale che possono essere portati in detrazione al 19% in caso di acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale da parte di contribuenti che, alla data di stipula del contratto, avevano un reddito non superiore a 55.000 euro;
  • dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, detraibili al 65%;
  • School bonus, il credito di imposta derivante da erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.