La Fed ha deciso di mantenere invariato il piani di acquisti di bond a 85 miliardi di dollari al mese: l’exit strategy dal quantitative easing (‘tapering’) si allontana e l’effetto sui mercati si sente (e si vede).
La decisione a sorpresa comunicata martedì da Ben Bernanke ha fatto rimbalzare Wall Street, con l’indice S&P500 che ha raggiunto il nuovo massimo storico, e indebolito il dollaro, che ha toccato quota 1,3486 contro l’euro, il minimo da sette mesi, oltre a far crollare i tassi sui titoli di Stato.
E l’euforia made in Usa si è vista anche ieri sulle principali piazze continentali e non, con i bancari a tirare la corsa al rialzo dei principali panieri.

Deboli segnali di ripresa. La Federal Reserve ha spiegato che prima di iniziare a ridurre la misure di quantitative easing preferirebbe attendere ulteriori, e più convincenti, segnali di una ripresa economica solida e reale prima di avviare un’inversione di tendenza.
In ogni caso, ha fatto sapere il governatore Ben Bernanke, “la Federal Reserve potrebbe iniziare a ridurre gli acquisiti di bond entro fine anno”.
Bernanke, durante la conferenza stampa a margine della riunione di martedì del comitato monetario (Fomc), ha anche ammesso di essere stato troppo ottimista sulla ripresa Usa: “l’economia americana cresce a passo moderato e troverà slancio nel corso del tempo, ma sebbene le condizioni del mercato del lavoro siano migliorate, restano a un livello non soddisfacente e il tasso di disoccupazione rimane alto e al di sopra dei livelli accettabili”, ha detto, aggiungendo tuttavia che “il tasso di disoccupazione non è un indicatore pienamente rappresentativo” e che il mancato, temutissimo, ‘tapering’, se giova all’economia Usa, aiuta anche i Paesi emergenti.

Giù le stime sul Pil. La Federal Reserve ha inoltre tagliato le stime sul Pil degli Stati Uniti, visto in crescita nel 2013 tra il 2% e il 2,3% (dal precedente range tra il 2,3% e il 2,6% stimato lo scorso giugno) e nel 2014 in salita tra il 2,9% e il 3,1% (contro la forbice tra il 3% e il 3,5% calcolata sempre a giugno). In miglioramento, allo stesso tempo, le previsioni sul tasso di disoccupazione, stimato tra il 7,1% e il 7,3% nel 2013 (tra il 7,2% e il 7,3% secondo le previsioni di giugno) e tra il 6,4% e il 6,8% nel 2014 (tra il 6,5% e il 6,8%, invece, a giugno).