Dal 2008 al 2013 il reddito medio in Italia è diminuito di 2.400 euro.
Si tratta, rileva l’Ocse nello studio ‘Uno sguardo sulla società’, di una delle contrazioni in termini reali più marcate tra i Paesi dell’Eurozona, dove la riduzione dei redditi, in media, è stata di 1.100 euro.
Ora però il Paese sembra aver scelto la strada delle riforme, sottolinea l’organizzazione internazionale con sede a Parigi (foto by InfoPhoto), con l’evidente consapevolezza che occorre invertire questo trend più che negativo: “le recenti proposte di riforma del mercato del lavoro e l’estensione del sistema di previdenza sociale rappresentano degli importanti passi nella giusta direzione”.

La percentuale di persone che sostiene di non aver più soldi per acquistare cibo è passata dal 9,5% pre-crisi al 13,2%, contro l’11,5% della media europea, mentre il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato, saltando dal 6% al 12,3% (e oltre il 40% per i giovani).
In deciso aumento, continua l’analisi dell’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il numero dei giovani inattivi, i cosiddetti ‘neet’, passati dal 16,3% al 21,4%: quasi il doppio della media Ue e il terzo più elevato dei Paesi Ocse.
La percentuale di occupati in Italia, circa il 55%, è la quarta più bassa dell’Ocse e meno di 4 disoccupati su 10 ricevono qualche forma di sussidio di disoccupazione: insieme alla Grecia, sottolinea lo studio, l’Italia ha in comune un triste record in Europa, quello di “non avere un sistema comprensivo nazionale di sussidi a favore dei gruppi a basso reddito”.