Nuovo incoraggiante segnale per l’uscita dell’Italia dalla crisi: lo spread tra i Btp e il Bund tedesco ha chiuso la seduta di ieri a quota 222 punti base, ai minimi dal 7 luglio 2011, con il rendimento del decennale emesso dal Tesoro sceso al 4,05%.
Giù anche il differenziale della Spagna, che si è ridotto a 219 punti base, con il rendimento dei Bonos al 4,02%.
A spingere giù il differenziale tra il rendimento dei buoni pluriennali italiani a 10 anni e quello dei titoli di Stato tedeschi di pari durata (e caratteristiche) sono stati soprattutto i dati dell’Istat sull’arresto della caduta del Pil.
Nel terzo trimestre 2013, ha comunicato l’istituto nazionale di statistica, il Prodotto interno lordo italiano ha fatto segnare una variazione congiunturale nulla, arrestandosi così una caduta iniziata due anni fa, nel terzo trimestre 2011, e proseguita per otto trimestri consecutivi.
In termini reali, il Pil è risultato di circa cento milioni in meno rispetto al valore rilevato il trimestre precedente.

Per l’Istat tuttavia “la fine della recessione non può ancora essere dichiarata”, e “non è compito dell’istituto certificarlo”.
Ci stiamo avviando verso la fine della recessione”, ha commentato invece il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, a margine dell’Ecofin di Bruxelles, ma è “ingiusto sperare” in riflessi immediati sull’occupazione, perché “la situazione è molto grave”.
Per Saccomanni “è importante che la ripresa si consolidi e se l’anno prossimo, oltre a questo quarto trimestre, saranno tutti di crescita positiva, l’impatto sull’occupazione si comincerà a vedere, ma non succederà subito perché la situazione è molto grave”.