Vogliamo ridurre le tasse sulle aziende e sul lavoro cercando di trovare finanziamenti tagliando le spese, riducendo sussidi e togliendo incentivi creati in modo troppo generoso in passato”. È quanto affermato sabato dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, nel suo intervento al Consiglio per le relazioni Italia-Usa a Venezia.
L’Italia è stata considerata in condizioni sufficientemente buone per uscire dalla procedura per deficit eccessivo: è una cosa positiva, vogliamo rimanere fuori dalla procedura e non vogliamo usare lo spazio di manovra per tornare sopra il 3%”, ha aggiunto il ministro, ricordando che ora “ci sono margini che possono essere usati”, alcuni già “usati per saldare certi debiti della Pubblica amministrazione, accumulati negli anni scorsi, e penso che stiamo facendo specifiche proposte per far ripartire la crescita in diverse aree” escludendo “politiche di irresponsabilità fiscale” e cercando “la promozione di investimenti legati all’avvio di riforme strutturali”.
Il governo – ha proseguito – presenterà presto un pacchetto di misure sulle liberalizzazioni”, così da “ridurre la complessità burocratica per le imprese”, e promuoverà un’azione comune “per consolidare le imprese italiane: ce ne sono troppe di piccole, poco capitalizzate, che non saranno in grado di competere in un mercato internazionale anche se ci fossero le condizioni di credito facilmente ottenibile come nel 2007“.
L’ex direttore generale di Bankitalia ha poi dichiarato che l’Unione europea, sotto la vigilanza della Commissione e di altre istituzioni europee, potrebbe anche emettere Eurobond per sostenere progetti comuni. Il ministro ha comunque chiarito che “nel breve periodo non è possibile emettere Eurobond per sostituire i debiti nazionali”, ribadendo che, tuttavia, tali strumenti potrebbero essere utilizzati “per finanziare progetti europei sotto controllo Ue e altre istituzioni europee”.

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