Il calo dei prestiti registrato lo scorso maggio, -2,4% su base annua e -2,2% su aprile, si è rilevato il più marcato degli ultimi 13 mesi, mentre le sofferenze, che ad aprile avevano toccato la quota record di 133 miliardi di euro, restano stabili. Deciso segnale positivo, tuttavia, dal versante accantonamenti: il tasso di crescita dei depositi del settore privato a maggio 2013, infatti, ha fatto rilevare un deciso + 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2012.

A maggio, comunica Bankitalia nel consueto bollettino mensile, i prestiti delle banche al settore privato hanno fatto segnare una contrazione su base annua del 2,4% (-2,2% su aprile), mentre quelli alle famiglie hanno messo a segno una flessione dello 0,9% su 12 mesi dal -0,8% di aprile. Sempre su base annua, ancora, i prestiti alle società non finanziarie sono diminuiti del 3,6%. Tutti segnali, questi, che confermano come l’Italia sia sempre incastrata nella morsa del credit crunch.
Il calo dei prestiti registrato a maggio, evidenzia Bankitalia, è il più marcato da aprile dell’ultimo anno. Nello stesso mese, tuttavia, l’istituto di via Nazionale evidenzia che tra le principali voci dei bilanci degli istituti di credito colpisce la tenuta del tasso di crescita su base annua dei depositi del settore privato, attestatosi al 7,1% (7,2% ad aprile), mentre la raccolta obbligazionaria, comprese le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 3,4% sui dodici mesi (in calo dal -3,1% di aprile).

Passando alle sofferenze, i dati diffusi da Banca d’Italia confermano una crescita sui dodici mesi a maggio al 22,3%, stesso livello toccato nel mese precedente.
I tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,94%, in linea con il 3,95% di aprile, quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 9,43%, in lieve calo dal 9,48 del mese precedente, mentre i tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,36% e quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia sono diminuiti al 2,93% (3,12% ad aprile).
I tassi passivi sul complesso dei depositi accesi sono stati pari all’1,09% (1,14% ad aprile).