La recessione si aggrava.
Nel primo trimestre di quest’anno l’economia italiana è andata peggio del previsto, con l’Istat che ha rivisto al ribasso le stime già negative diffuse in precedenza: il Pil relativo al periodo gennaio-marzo 2013, si legge nel rapporto, è calato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (settimo trimestre negativo di fila) e del 2,4% rispetto al primo trimestre 2012 e in entrambi i casi l’Istituto nazionale di statistica ha ritoccato di un decimale le stime preliminari.
Non va meglio per la produzione industriale, -0,3% ad aprile e -4,6% rispetto allo stesso mese del 2012, che su base tendenziale fa registrare il ventesimo calo consecutivo.
“Gli indici corretti per gli effetti di calendario – riferisce l’istituto di statistica – registrano, ad aprile 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i comparti”. Si evidenziano, infatti, le decise contrazioni rilevate per i beni di consumo (-5,8%) e per i beni strumentali e i beni intermedi (-4,5% per entrambi), anche se il calo maggiore ha riguardato il settore dell’attività estrattiva (-14,8%).

Controtendenza. “Nel confronto tendenziale – continua ancora il rapporto -, ad aprile 2013 i settori in crescita sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+10,0%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,6%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,4%)”.