La crescita dell’Italia è frenata dal debito e l’Ocse rivede le sue stime del Pil italiano.
Per l’organizzazione mondiale con sede a Parigi il governo, del quale apprezza il successo nell’imboccare la strada del consolidamento fiscale, deve adottare nuove misure per la correzione dei debiti.
Per l’anno in corso, ha fatto sapere l’Osce, il Prodotto interno lordo calerà dell’1,9%, mentre il prossimo anno stenterà una crescita dello 0,6%: mezzo punto in meno rispetto alle stime del governo, +1,1%.
Nel 2015, si legge nell’Outlook dell’Ocse, il Pil toccherà quota +1,4%.

A trainare la ripresa nel prossimo anno saranno soprattutto le esportazioni che, invariate quest’anno, cresceranno del 3,6%, mentre la domanda interna, -2,6% nel 2013 ed invariata nel 2014, riprenderà a salire solo nel 2015, +1,1%.
“Dal lato positivo gli investimenti e, di conseguenza, il Pil potrebbero riprendersi in modo più robusto del previsto, soprattutto se il piano di rimborso dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese riuscirà a dare un impeto sostanziale all’economia, piuttosto che il modesto impatto incluso in queste previsioni”, si legge nel documento.

La ripresa prevista potrebbe essere compromessa se la salute del sistema bancario restringerà il credito e interromperà il normale ciclo degli investimenti”, aggiunge l’Ocse, e su questo fronte, per quanto gli interventi della Bce abbiano limitato con efficacia l’impatto della crisi, “resteranno rischi finché non ci sarà un evidente declino del debito in rapporto al Pil”.
“I prestiti bancari hanno continuato a calare, in parte per la ridotta domanda di credito”, specifica l’Outlook. “Ad ogni modo i tassi di interesse pagati da chi prende denaro in prestito restano notevolmente più alti che in altri paesi dell’Eurozona, suggerendo che anche la disponibilità di prestiti sia limitata, il che restringe gli investimenti e probabilmente i consumi”.