Lo scorso anno più di due terzi della popolazione (66,9%) dai 14 anni in su ha dichiarato di stare bene o molto bene, contro il 7,7% che, viceversa, ha riferito di stare male o molto male.
Il 14,8% dell’intera popolazione, secondo il Report Istat ‘Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari’ le cui stime provvisorie sono state diffuse ieri, ha dichiarato almeno una malattia cronica grave, mentre il 13,9% ha riferito di essere affetto da problemi di multi cronicità (3 o più malattie croniche).

In aumento, si legge nel report che l’Istat ha realizzato con il sostegno del Ministero della Salute e delle Regioni, le disuguaglianze sociali tra gli anziani nella salute. Gli over 65 dotati di risorse economiche scarse o insufficienti che dichiarano di stare male o molto male (moltissimi al Sud) sono il 30,2% (nel 2005 erano il 28,6%), contro il 14,8% dei pari età con risorse ottime o adeguate (nel 2005 erano il 16,5% dei “malati”): la popolazione anziana malata che oggi ha meno soldi per curarsi rispetto al 2005 è aumentata dunque più dell’1,5%

Per quanto riguarda i consumi sanitari, rileva l’indagine Istat, essi sono aumentati per le visite mediche e diminuiti, lievemente, per i ricoveri ospedalieri, mentre sono rimasti stabili per gli accertamenti diagnostici.
Colpisce, tuttavia, il calo del 23% delle visite odontoiatriche e l’aumento delle richieste di prestazioni sanitarie a pagamento intero per accertamenti, soprattutto al Nord e al Sud, dove lo scorso anno si è registrato il più deciso aumento dal 2005.
La quota di consumi sanitari a pagamento intero per accertamenti specialistici è passata dal 21% del 2005 al 24,9% del 2012, quella per le analisi del sangue dall’8,1% al 14,1%.
Del 14,3% delle persone dai 14 anni in su che hanno rinunciato a visite dentistiche pur avendone bisogno, l’85% ha dichiarato di averlo fatto per motivi economici (dato in lieve crescita anche questo).

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