Sono 1.500 i negozi che hanno definitivamente abbassato le saracinesche nella capitale nei primi otto mesi del 2013, con una perdita di quattromila posti di lavoro. Sono i numeri che ha reso noto questa settimana Valter Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma, aggiungendo che “con interventi come quello sui Fori Imperiali, rischiamo la chiusura di molte altre attività: l’amministrazione comunale deve stare molto attenta in questo momento”.
L’allarme dell’associazione dei commercianti è stato lanciato pochi giorni dopo la diffusione dei dati sulle verifiche della Guardia di Finanza nella Capitale, con i militari che hanno rilevato, nello stesso periodo di esame, come il 71% dei commercianti capitolini controllati (552 violazioni fiscali accertate) non abbia emesso scontrini .

La pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Intervenuto lo scorso fine settimana sulla questione Fori Imperiali, Giammaria ha sottolineato che “nella zona alcuni negozi hanno chiuso, altri si sono trasferiti, altri ancora sono in procinto di chiudere: ad agosto ci sono stati cali di fatturato dal 40% al 60% rispetto allo stesso mese del 2012. Vogliamo capire come gli assessori vorranno intervenire per venire incontro alle imprese dopo la pedonalizzazione che per ora non ha portato benefici a nessuno, nemmeno al Colosseo, perché ora come ora rimane sempre una rotatoria”.
I deboli segnali di miglioramento rilevati sul versante produttivo, ha aggiunto il presidente Confesercenti nella sua analisi, “non sembrano preludere, nell’immediato, ad una fase di ripresa dell’economia con effetti rilevanti sull’occupazione, sui redditi e di conseguenza della domanda per consumi”, ma sembrerebbe cessato il crollo dei consumi: “le informazioni ad oggi disponibili – ha chiuso Giammaria – portano a ritenere che, all’inizio dell’estate, l’economia italiana abbia raggiunto il punto di minimo del ciclo economico”.