La ripresa non si avverte e il Fondo monetario internazionale lo certifica nell’ultimo aggiornamento trimestrale del World Economic Outlook.
Preoccupano Paesi emergenti e Usa, per i quali il Fondo, rispetto alle prospettive di luglio, ha ritoccato al ribasso la stima della crescita dei rispettivi Pil sia per il 2013, sia per il prossimo anno, e viene confermata la recessione dell’Eurozona nel suo complesso (-0,6% nel 2013, +0,9% nel 2014 le stime del Prodotto interno lordo, come a luglio) e dell’Italia, tra i grandi partner Ue quello che cresce meno, così come la lieve ripresa della Germania (+0,2%).

Per quanto riguarda l’Eurozona, il Fondo monetario sottolinea che, oltre al drammatico problema di una disoccupazione “inaccettabilmente elevata” e alla prospettiva di nuovi “rischi geopolitici”, a rallentare la ripartenza dell’’area valutaria, per la quale si prospetta un “elevato rischio-stagnazione”, contribuisce il suo attuale frammentato sistema finanziario: fattore questo che, con il mancato avvio di riforme strutturali, impedisce la partenza di una vera unione monetaria e bancaria.
Per scongiurare la stagnazione e procedere di fatto verso l’Unione, l’Fmi chiede dunque ai Paesi dell’Eurozona di “rafforzare l’unione monetaria con una forte unione bancaria”, sollecitando allo stesso tempo i responsabili di Usa e Giappone ad intraprendere decisi programmi di aggiustamento di bilancio nel medio periodo.