Correva l’anno 2000 e a fine febbraio usciva “Esuberanza Irrazionale”, il libro in cui Robert Shiller, uno dei pionieri della finanza comportamentale e fresco Nobel per l’Economia 2013 con Eugene Fama e Lars Peter Hansen, spiegava come si formano le Bolle speculative.
Il “clima da Bolla”, sosteneva il docente dell’Università di Yale, oggi 67 anni, si ha quando tutti si convincono che i prezzi di titoli e case continueranno sempre a salire.
Un mese dopo scoppiava la Bolla di Internet e l’economista, già tra gli studiosi più influenti al mondo, diventava ancora più famoso.
Nel 2005 Shiller, nella seconda edizione del testo, aggiungeva un capitolo sulla Bolla immobiliare, scoppiata poi due anni dopo, nel 2007.

Il grande successo delle due edizioni del libro e l’enorme considerazione conquistata su scala globale dall’economista fin dagli inizi degli anni ottanta, quando aveva rotto con la finanza tradizionale introducendo l’aspetto psicologico dell’investitore tra gli elementi capaci di incidere sui mercati, ha acceso molti riflettori sulla finanza comportamentale, della quale il professore di Economia di Yale è insigne pioniere. Nel 1981 Shiller, sostenendo che le fluttuazioni dei prezzi delle azioni non potevano più essere spiegati in relazione alle attese sui successivi cambiamenti dei dividendi, principio quest’ultimo della cosiddetta finanza tradizionale, prendeva in considerazione un aspetto quasi ignorato fino ad allora: la mentalità dell’investitore.
Gli umori degli investitori, la loro percezione del rischio e la loro reazione a notizie dell’ultima ora, dichiarava oltre trent’anni fa il Nobel dell’Economia 2013, rappresentano un’importantissima componente dell’andamento dei mercati finanziari.