La mancata percezione del problema della formazione e dell’occupazione giovanile in Italia ha fatto sì che giovani qui stiano soffrendo la crisi più che i loro pari altrove.
La lettura è quella del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, a chiusura del convegno sul futuro dei giovani alla Ca’ Foscari nell’ambito della 15esima Alma Laurea.
La recessione ha aggravato una condizione già difficile, da molti anni”, ha detto Visco parlando del mercato del lavoro giovanile, rimarcando poi come “negli ultimi 5 anni il tasso di occupazione giovanile è sceso drammaticamente e molto di più di quanto non sia successo per le persone adulte”.

Formazione erga omnes. Se la probabilità di trovare un’occupazione “si riduce” durante un periodo di recessione, ha sottolineato il governatore di Bankitalia nel suo intervento, “ci dovrebbe essere una tendenza a investire di più in formazione”, cosa per la quale “servono risorse e percezione”.
Forse – ha continuato il governatore – la percezione è mancata, e questo spiega la percentuale di giovani disoccupati”. “I giovani occupati sono scesi di circa 7 punti percentuali in questi 4 anni, mentre quelli che hanno continuato ad andare all’Università e a investire in formazione sono saliti solo dell’1%”. “In questo contesto i giovani hanno sofferto di più in Italia che altrove la grande recessione iniziata nel 2008”, ha continuato Visco, ricordando alla platea come sia “mancata una forte risposta di ricerca di conoscenza per fare fronte a un mondo diverso anche a pochi anni fa, rispetto al quale il nostro sistema economico si sta aggiustando con ritardo”.